NEWS DAL MONDO

 

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7 AGOSTO 2004

 Andrea, il delfino "ecologico"

 

di Michela Cariglia

7 Agosto, ore 17.30: La squadra veterinaria del Prof. Nicola Zizzo, della Facoltà di Veterinaria- Dipartimento di Sanità e benessere dell'Università degli Studi di Bari composta dai collaboratori di cattedra Alessandro Frate, Vincenzo Prunella e Giuseppe Catalano e accompagnata dal Prof. Giovanni Simone, dopo aver chiuso la cella in cui è conservato lo scheletro di Filippo, ha visitato Andrea.

Il piccolo cetaceo è un habituè tranquillo ed egocentrico, ma inavvicinabile, del Porto Alti Fondali, ospite fisso tra le boe dell'impianto di maricoltura della Tortuga, ha un carattere completamente diverso da Filippo.

Andrea è una giovane femmina, molto giocherellona e restia, decisamente, ad ogni contatto con gli esseri umani. Contrariamente a Filippo,che amava le bottiglie e le palle, le carezze sul dorso, Andrea si diletta con le buste di plastica che affollano le nostre acque. "Un gioco pericoloso"commentano all'unisono Simone e Zizzo:"Potrebbe soffocare!".

Prof. Zizzo, che gliene pare di Andrea?"
La peculiarità di Andrea, è la piccola dimensione, la selvaticità che va conservata a qualunque costo: l'ideale sarebbe che i dipartisti non cercassero di addomesticarlo o imporre lui le scorribande a babordo di motoscafi e gommoni. Tutto sommato mi sembra che per il momento goda di buona salute, a parte un piccolo segno rosso sul muso.

Lei ritiene che Andrea sia esposto agli stessi pericoli di Filippo?
Penso che ogni volta che l'uomo ci mette lo zampino ci sia rischio. La natura non crea problemi, anzi li risolve. E' l'azione antropica che danneggia. Per questo ripeto che Andrea va rispettato molto di più di Filippo: non si tenti di addomesticarlo!

Quindi qual è il rischio che Andrea corre?
L'uomo, sicuramente. L'incidente di Filippo è avvenuto a causa umana,l'impatto è stato traumatico, per Andrea è necessaria la prevenzione.

Crede che soffrirà molto per la morte di Filippo?
E'presto per stabilire un analisi comportamentale del delfino Andrea, è importante che venga rispettato, non avvicinato e soprattutto evitare che sia bersaglio di bottiglie, palloni, parabordi e cibo umano. Anche i pesci soffrono di stress. Inoltre, è difficile stabilire quale sia stato il loro rapporto: differenze anagrafiche e troppo poco tempo insieme. Con l'aiuto di tutti noi, cioè il massimo rispetto della sua libertà lo potremmo capire.

Il maestrale che ha spirato per tutta la durata della visita ha stimolato Andrea in evoluzioni e salti, ma a distanza dalla barca che trasportava la squadra.

"E' un miracolo della natura", quello che avete qui, commenta il team veterinario "Rispettatelo!"

Da www.manfredonia.net

I veterinari

Il delfino Andrea

 

7 AGOSTO 2004

 L'autopsia di FILIPPO

 

di Michela Cariglia - www.manfredonia.net

 

Alle ore 10,00 del 7 Agosto2004 il Prof. Nicola Zizzo, anatomopatologo del Dipartimento di Sanità e benessere dell'Università degli Studi di Bari, ha inciso il ventre di Filippo per svelare a tutti noi l'arcano e il mistero della sua dolorosissima morte.

Il responso rilasciato dal Prof.Zizzo alla stampa alle ore 13.30 così si concludeva: "Filippo è morto con certezza per una trauma provocata dalla frattura della VI e VII costola destra e V e VI costola sinistra. La rottura ha provocato la perforazione e la lacerazione con emotorace e tamponamento cardiaco a cui è seguito un collasso".

Alle ore 14.30 quello che rimane di Filippo è, ormai, quasi completamente sezionato e le sue interiora stanno per essere sigillate in provette da trasportare in laboratorio. L'esame autoptico, in questo momento non è ancora concluso.

Filippo è morto in seguito ad un incidente sul quale la Procura della Repubblica di Foggia ha deciso di aprire un inchiesta, dopo la segnalazione del Comandante De Carolis della Capitaneria di Porto di Manfredonia.

Ad avviso del prof. Zizzo e dei veterinari dell'ASL FG/2, Domenico Bisceglia e Valerio Iarussi: "E' presto per individuare la modalità dello speronamento e soprattutto le cause che hanno intontito Filippo al punto di inibire il suo istinto di sopravvivenza" e aggiunge il prof. Zizzo "Si dovrà prima effettuare l'esame tossicologico per stabilire la dinamica e studiare i tessuti di Filippo per verificare qualche altra funesta ipotesi".

La dinamica dell'incidente non è chiara e dichiara ancora l'anatomopatologo ai microfoni di Manfredonia.net Magazine: "Neppure è chiaro se il buco, e non il taglio, che Filippo presentava sul ventre sia stato causato dalla prua di una barca o da qualche altro oggetto: di certo Filippo è morto a causa della perforazione e lacerazione del torace".

Il "Comitato per la tutela del delfino Filippo", presieduto dal Prof. Giovanni Simone ha chiesto ed ottenuto che non fosse prelevata la mascella del delfino, per ulteriori esami e per stabilirne l'età, ma che il suo scheletro sia messo a disposizione per il museo del Mare che sarà aperto proprio nel vecchio mercato ittico.

La carcassa e le interiora dopo gli esami di laboratorio saranno, invece, smaltite come rifiuti speciali.

La redazione ha deciso di non pubblicare le foto del delfino morto ma di ricordarlo come era: troppo umano...(n.d.g)

 

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Comunicato Stampa

inviatoci dal

Prof. Giovanni Simone

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6 AGOSTO 2004

 Delfino Filippo, FATALE CONVIVENZA CON L'UOMO

 

Manfredonia (Fg), 6 ago. - (Adnkronos)

E' stata fatale per il delfino Filippo la convivenza con l'uomo, quella stessa interazione che lo aveva fatto diventare tanto un'attrazione nel porto di Manfredonia dove era di casa quanto oggetto di studio da parte di esperti, anche di Universita', per scoprire le ragioni del suo legame con l'uomo anziche' con i suoi simili. Era dal 1998 che Filippo aveva scelto volontariamente di vivere con l'uomo anziche' con il branco nel mare Adriatico, diventando in breve la 'mascotte' del golfo.

Il delfino, che pero' piu' volte si era ferito al rostro o sulla pinna dorsale per le punte e gli spigoli dei motoscafi, potrebbe essere morto proprio per la sua estrema socievolezza, ucciso forse dall'elica di un motoscafo o di un natante come sembra da alcuni tagli riscontrati sul dorso. Sara' l'esame autoptico, che si terra' presso una cella frigorifera del mercato ittico dove Filippo e' stato portato, a stabilirlo. ''Filippo era un delfino selvatico - spiega all'ADNKRONOS Giovanni Simone, l'angelo custode che ha dato vita ad un apposito comitato di tutela -. Aveva scelto l'uomo come compagno e dovevamo custodire questa amicizia. Sulle cause dell'accaduto pero' dobbiamo attendere gli esiti dell'esame autoptico che sara' fatta domani dai veterinari''

 

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MAGGIO 2004 

 Manca solo un mese all'Apertura di Oltremare!!

 

Ad inizio novembre 2001 sono iniziati i lavori per quello che si presenta come un progetto estremamente ambizioso e assolutamente intrigante. Al contrario di quanto è accaduto e sta accadendo in altre zone d'Italia, in questo caso si è parlato poco e agito concretamente molto.
Il risultato è che per la stagione 2004 si dovrebbe avere un Parco di alto livello, reso possibile da un investimento che si aggira sui 200 miliardi di lire. La tipologia sarà quella di un Parco di vita marina, ma stando alle intenzioni dei promotori dell'iniziativa, ci si avvicinerà molto al concetto espresso dai SEA WORLD americani, famosi per avere saputo coniugare cultura, spettacolo e divertimento. Onestamente ci aspettiamo molto da questo progetto e saremo sempre in prima linea per aggiornarvi sulla sua evoluzione. Pensiamo ne valga la pena.

Inaugurazione del parco fissata per il 5 giugno; per quest'anno le attese sono di 700.000 presenze. Oltremare resterà aperto 8 mesi all'anno tutti i giorni, i restanti 4 mesi solo nei week-end.
Il cinema IMAX da 499 posti sarà pronto per l'inaugurazione del parco. A dicembre verrà trasformato anche in cinema IMAX 3D con una riduzione di posti a 410 circa.

Visita il sito di Oltremare: www.oltremare.org

Fonte articolo: www.parksmania.it

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Per le foto ringraziamo SARA di Varese, clicca sulle anteprime per vederle ingrandite!

       

Martedì, 10 GIUGNO 2003 

  UN NUOVO DELFINARIO A PUERTO PLATA

   
RASSEGNA STAMPA

 

QUARK - N.30

LUGLIO 2003

 

"OCEANO" - pag 26

Cetacei: storico passo per tutelarli

"XCHE'...?" - pag 35

Qual'è l'animale più pesante? 

AIRONE - N.226

GIUGNO 2003

 

"PROFESSIONE DELFINO" - pag. 78/90

C'è il soldato sminatore, appena tornato dall'Iraq. C'è il medico psicologo. E poi il pescatore, il bagnino, l'acrobata. Storia del più simpatico lavoratore dei mari"

 

OASI - N.3

 

Breve articolo inerente l'apnea di un globicefalo.

 

N.B. Se non trovi più in edicola questi giornali e sei interessato ad uno di questi articoli, contattami, ti dirò come fare per averli!

Il delfinario più grande del mondo è in fase di ultimazione nel complesso turistico Ocean World a Puerto Plata (Repubblica Dominicana)  e sarà aperto al pubblico a Gennaio del 2004. Questo delfinario sarà dotato di una laguna con capacità di 75 mila metri cubi d’acqua salata, distribuiti su di un'estensione di 40 mila metri quadrati. In questa infrastruttura saranno ospitati 14 delfini, più di 2,000 pesci di 500 specie diverse, leoni marini, tigri della Malesia, squali ed uccelli esotici.

Il delfinario disporrà di una piscina, dotata di rocce artificiali ed altri elementi per ricreare un ambiente marino, dove ci si potrà immergere per poter interagire con una gran varietà di specie della fauna marina. Una volta dentro le installazioni, tutta la famiglia potrà godersi un affascinante ambiente, nel quale divertirsi e allo stesso tempo imparare.

Il delfinario ha richiesto un investimento di 15 milioni di dollari e forma parte di un ambizioso progetto che include un porto turistico con capacità di 122 yacht. I visitatori di questa infrastruttura avranno l'opportunità di essere in contatto con gli animali acquatici accompagnati dagli allenatori. I visitatori potranno scegliere tra diversi programmi che comprendono partecipare al tour tra gli uccelli tropicali ed i rettili, rilassarsi nella piscina con spiaggia di sabbia bianca, nuotare con i delfini ed interagire con trichechi, squali e razze.

Il sito di Ocean World: http://www.ocean-world.info 

 

   
       

Sabato, 31 MAGGIO 2003 

ANCORA BUONE NOTIZIE PER FILIPPO

       

Pubblico questa lettera ricevuta da Giovanni Simone, Responsabile del Comitato per la tutela del delfino Filippo.

Ciao Ely,

Licia Colò non ha deluso le nostre aspettative, grazie anche a tutti voi che ci siete stati vicini, infatti, per il nostro simpatico e straordinario “Filippo” qualcosa incomincia a muoversi: la settimana scorsa la troupe del Pianeta delle Meraviglie è venuta a Manfredonia per effettuare un servizio televisivo dedicato a lui.

Per Filippo ultimamente si sono mobilitati anche diversi veterinari: i dott.ri  Iarussi Valerio e Giancaspro del Servizio Veterinario ASL FG/2 di Cerignola, il prof. Nicola Zizzo della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari e la dott.ssa Claudia Gili, veterinaria dell’Acquario di Genova.  

Anche la dott.ssa Gili ha mantenuto la sua promessa, mercoledì 21 maggio ha incontrato per la prima volta nel porto di Manfredonia il delfino Filippo; dopo averlo osservato attentamente ha valutato che il cetaceo gode di buona salute.

Noi da parte nostra, abbiamo potuto constatare che Lei, oltre alla sua provata professionalità, nutre un amore particolare per i delfini.

 Appena ci sarà possibile inseriremo notizie più dettagliate nel sito (www.ildelfinofilippo.org)  e vi comunicheremo anche il giorno in cui Licia Colò  nella trasmissione “Il Pianeta delle Meraviglie” presenterà il  servizio sul delfino Filippo: siamo sicuri che il bravo regista dott. Demichelis, il suo aiuto Anna Ferro e l’operatore Gino, riusciranno a dare, attraverso particolari e suggestive immagini, anche un giusto messaggio per la tutela del mammifero.

Un saluto a tutti voi e tramite Mondo Delfino, inoltriamo un sentito e sincero  ringraziamento alla dott.ssa Gili, a Licia Colò, ai veterinari , all’Amministrazione Comunale di Manfredonia, alla Capitaneria di Porto e  al Comando Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza di Manfredonia, per la disponibilità dimostrata.

Giovanni Simone  

       

Giovedì, 17 APRILE 2003  

PUNTUALIZZAZIONI E AGGIORNAMENTI SULL' "EMERGENZA A LADISPOLI"

       

Nei primi giorni di aprile del 2003, ho visto arrivare, davanti casa mia, una enorme nave, con al seguito due enormi pale meccaniche, un enorme escavatore, attrezzature per l'illuminazione notturna, ma ho capito subito ciò che sarebbe successo. 

Quando vedi l'avvio di un lavoro faraonico come questo cominci a fare qualche domanda. Le prime notizie che ho avuto sono state sul costo: 4 milioni e 900 mila euro, la sabbia riversata sulla costa è di 540 mila metri cubi. Il progetto è stato proposto dalla regione Lazio alla Comunità Europea, che lo ha accettato. Ma cos'è un ripascimento costiero (si dice ripascimento e non rifacimento)? Quali sono le regole da seguire? E' un argomento del quale poco si sa se non si è addetti ai lavori ................Una cosa che è stata sotto gli occhi di tutti è la moria immediata di varie specie, certamente non rare, di animali marini. Qualche animale ha tentato, nei primi scarichi, di fuggire , sbagliando direzione ed andando verso la terra ferma. Poi mi è arrivata notizia di altre situazioni tipo questa. Un esempio su tutti, a Cagliari, la famosa spiaggia del Poetto, ha avuto lo stesso intervento, il fatto è stato portato in tribunale poiché diverse regole non sono state rispettate. La più grave è stata di non aver usato lo stesso tipo di sabbia. 

Ladispoli è la spiaggia dalla sabbia ferrosa, nera e inconfondibile, ora, questo pezzo di costa è di un colore indefinibile e maleodorante. Metri cubi di sabbia schifosa che è andata a coprire montagne di immondizia accumulate da anni sulla riva, e che nessuno ha avuto il buon senso di rimuovere prima di cominciare il ripascimento. Ma sopratutto, quanto durerà questo tipo di intervento? E tra quanto bisognerà reintervenire? E veramente non si poteva fare diversamente?E come è stato valutato l'impatto ambientale? E quando il mare porterà via i 540 mila metri cubi di sabbia, dove verranno depositati? Qualcuno dice nelle secche naturali, dove, anche lì l'ecosistema verrà stravolto. Insomma tanti sono gli interrogativi, e mille i modi per trovare giustificazioni. 

Il mare è un bene di tutti e l'approssimazione di questo intervento sta interessando anche la Capitaneria di Porto e la televisione con Striscia la Notizia. Quindi l'emergenza è tutt'altro che finita. 

Ora è il momento delle domande e delle spiegazioni da parte degli organi competenti. 

Nadia Bitti, Ladispoli.

       

Domenica, 6 APRILE 2003

BUONE NOTIZIE PER IL DELFINO FILIPPO

       

Ho ricevuto e pubblico volentieri questa lettera di Giovanni Simone, Responsabile del Comitato per la tutela del delfino Filippo.

Giovedì 3 Aprile, sono venuti a Manfredonia alcuni esperti di cetacei dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, per incominciare a monitorare lo stato di salute di Filippo: il prof. Dr. Nicola Zizzo, il dr. Antonio De Fazio, il dr. Alessandro Frate, in  collaborazione con il dr. Valerio Iarussi,  Dirigente del Servizio Veterinario ASL FG/2.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Manfredonia CF(CP) Giuseppe Meli e il Comandante della Sezione Operativa della Guardia di Finanza Ten. Alessandro Furnò, hanno disposto l’utilizzazione di alcune imbarcazioni per consentire ai veterinari di raggiungere Filippo per effettuare un primo controllo sanitario.

Da un primo esame obiettivo il prof. Nicola Zizzo mi ha riferito che Filippo gode di buona salute, ha inoltre eseguito un tampone dallo sfiatatoio per accertare la presenza o meno di agenti batterici.

Successivamente saranno esaminate attentamente le due formazioni a losanga presenti sul dorso(le bolle) e verranno eseguiti ulteriori controlli sanitari.

Un caro saluto a tutti voi

Giovanni Simone

 

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